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Le APU di AMD possono raggiungere prestazioni superiori fino al 113%

Da alcuni test svolti dal tem della North Carolina State University e da AMD insieme alla National Science Foundation, sono emersi dei dati molto interessanti riguardo le APU, che tramite software potrebbero raggiungere prestazioni medie superiori del 21%, con picchi del 113%.

amd apu

La tecnica utilizzata nei test è chiamata "CPU-assisted GPGPU" e va a migliorare la gestione dei dati che passano tra CPU e GPU integrata. Il professor Huiyang Zhou ha dichiarato: "I produttori di chip stanno creando processori che hanno un'architettura fusa, il che significa che includono CPU e GPU su un singolo chip. Quest'approccio riduce i costi di produzione e aumenta l'efficienza energetica dei computer. I core della CPU e della GPU però lavorano quasi esclusivamente su funzioni separate. Raramente collaborano nell'esecuzione di un determinato programma, quindi non sono così efficienti come potrebbero essere. È un problema che stiamo cercando di risolvere".

Il metodo è quello di sfruttare la GPU per le funzioni di calcolo, e la CPU per la gestione dei dati (pre-fetch) recuperati dalla memoria di cui avrà bisogno la GPU. In questo modo, ognuno farà quello per cui è ottimizzato e allo stesso tempo renderà tutto più efficiente, perchè la GPU si concentrerà sull'esecuzione dei calcoli ad alte prestazioni, mentre la CPU gestirà la logica ed il recupero dei dati dalla memoria in modo flessibile. La tecnica "CPU-assisted GPGPU" praticamente sfrutta la cache L3 in modo condiviso tra GPU e CPU, in questo modo tramite un programma di pre-esecuzione generato automaticamente dalla GPU e controllato direttamente a livello di applicazioni utente, questa tecnica può essere affinata e dare risultati ancora più interessanti.

I test sono stati effettuati con una simulazione di una futura APU AMD dotata di cache L3 (al momento le APU Llano e Trinity non sono dotate di questa cache). Questa tecnica potrebbe essere sfruttata anche da Intel, ma al momento solo in teoria, in quanto le attuali CPU Sandy Bridge non sono in grado di sfruttare le istruzioni OpenCL e la loro GPU integrata è troppo poco potente.

Il team guidato dal professor Huiyang Zhou presenterà la sua ricerca il 27 febbraio all'International Symposium on High Performance Computer Architecture.

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